(24 ottobre 2010)   Sanità

RICORSO AL TAR PER IL REFERENDUM SULL’OSPEDALE A MONTENERO: L’AVEVAMO DETTO CHE SAREBBE SUCCESSO!

Siamo così arrivati alle vie giudiziarie sul referendum abrogativo della localizzazione dell’ospedale a Montenero! E’ infatti pronto un ricorso al Tribunale Amministrativo della Toscana sul diritto di voto al referendum. Mentre si profilano altre iniziative similari.
L’avevamo detto in solitudine nelle sedi opportune e sulla stampa che si sarebbe arrivati finanche a questo punto così come a suo tempo siamo stati gli unici a proporre un progetto alternativo a Montenero nell’attuale comparto ospedaliero.
Si chiude così il cerchio dopo la voluta non applicazione della partecipazione popolare e istituzionale alle scelta di dove localizzare l’ospedale nuovo o rinnovato, nel contesto di quale assistenza socio-sanitaria e città che per l’appunto ha costretto a imboccare la via referendaria.
Ora, una volta che i cittadini hanno imposto lo svolgimento del referendum con un consistente numero di firme che ho contribuito a certificare, ecco che l’Amministrazione Cosimi, a mio avviso per paura di qualche inaspettata vittoria da parte dei referendari, delega l’interpretazione della normativa sugli aventi diritto al voto ai tecnici comunali come se si trattasse solo di una mera formalità. Saranno certo i tribunali a stabilire chi ha ragione e chi no, ma si doveva arrivare a questo punto?
Qui non si tratta di negare o consentire (graziosamente con un ordinanza del Sindaco) il voto ai sedicenni e agli stranieri, ma di sapere prima con certezza quali sono le regole. Perché se si tratta di referendum abrogativo (cioè promosso dai cittadini come è quello in oggetto) non è previsto che questi votino, mentre se si tratta di referendum consultivo (cioè promosso dal Comune) sì.
Una regola è certa: se i votanti al referendum supereranno il 50% + 1 e in maggioranza chiederanno l’abrogazione della delibera in oggetto, il Consiglio Comunale non potrà non modificare la delibera in quanto la coalizione che governa la città non ha i numeri per tradire il voto popolare, a meno di qualche sorpresa consistente nelle fila delle opposizioni.
Riguardo alle altre regole, nonostante statuto e regolamento sul referendum in parte siano reticenti forse per la fretta in cui lo si modificò ai tempi del referendum sul rigassificatore mai fatto svolgere, risulta che il referendum abrogativo non solo è citato ma è già stato ammesso in quanto tale dal Collegio dei Garanti.
Da parte nostra dobbiamo comunque impegnarci nella campagna referendaria per informare tutta la popolazione (dunque anche i giovani a prescindere dall’età e gli stranieri). Intanto, visto che si tratta di materia elettorale, cioè di competenza nazionale parlamentare, non potrebbe intervenire anche il Prefetto a sbrogliare questa incredibile situazione?

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