(22 luglio 2009)   InformazioneLibera

RENDICONTO DEI FINANZIAMENTI ELETTORALI O MAPPA DEI POTERI FORTI?

Lo spazio dedicato da “Il Tirreno”alla questione del finanziamento ai partiti e ai candidati della recente campagna elettorale per le amministrative del Comune di Livorno – fermo restando la libertà editoriale del giornale – ci sorprende alquanto per i caratteri cubitali, per la prima pagina, per i titoli, per il risalto dato ad una notizia tutto sommato di secondaria importanza per la maggior parte dei lettori, per la valenza impropria che ne risulta alla valutazione politica dei cittadini.
Come riferito dal quotidiano (anche se contraddetto dal sottotitolo “… tutti gli altri zitti”) abbiamo presentato per tempo e nei modi dovuti ciò che era richiesto pur genericamente dalla legge e dallo statuto comunale.
Ci preme però fare alcune osservazioni :
Noi della Lista civica Città Diversa e altrettanto le altre forze della coalizione LivornoLibera che hanno sostenuto la candidatura di Cannito abbiamo speso per la campagna elettorale non molto denaro integrando il ‘fai da te’, ciononostante abbiamo avuto una indiscussa affermazione e siamo adesso il terzo soggetto politico di Livorno.
E’ evidente a chiunque la sproporzione eclatante tra il nostro bilancio (11 mila euro circa) ed il bilancio della coalizione di governo (sindaco + partito democratico quasi 130 mila euro).
Continuiamo a dire che i costi della politica sono eccessivi e che gli sprechi in campagna elettorale sono tanti e diseducativi.
La somma che abbiamo speso ci colloca comunque, in proporzione, tra “i poveri” della politica
e questa è un’altra ‘affermazione’ importante di cui andiamo fieri e che auspichiamo per tutte le formazioni politiche.
Le fonti di finanziamento sono state e continuano d essere ognuno di noi, capaci di autotassarci
per la causa della città e per fare politica. Non ci vuole uno sforzo enorme: una quarantina di ex-candidati comunali per lista oltre quelli comuni nelle circoscrizioni, qualcuno non dà soldi perché non può, qualcuno che dà di più, qualcuno che dà quello che può.
Ognuno di noi è un piccolo “finanziatore” e una persona fisica che fa da collettore di finanziamenti personali. Le riunioni conviviali e qualche cena servono per fare amicizia,per discutere di politica e anche per racimolare i fondi che occorrono. La maggior parte dei candidati ha speso praticamente zero per la propria personale campagna elettorale, alcuni non hanno neppure fatto campagna elettorale, fidandosi un po’ ingenuamente dell’informazione del Comune e dei meddi di informazione locali.
Infine, non si può non rilevare l’effetto perverso della pubblicazione delle liste dei finanziatori e della strana esaltazione della stessa, un effetto che non era certamente prefigurato dallo spirito della legge: risulta chiaro a tutti che il partito che governa questa città riceve interesse e finanziamenti da parte di molti soggetti forti ed importanti della finanza e della imprenditoria locale.
Ma non è questo, riteniamo, che voleva la legge con il deposito dei rendiconti elettorali. La legge non voleva di certo far risultare una dimostrazione di forza o di strapotere.
Un grazie comunque agli elettori perché, al di là dei sobri capitali utilizzati, abbiamo guadagnato come alleanza sette consiglieri (di cui cinque di Città Diversa) negli organi di rappresentanza politica di Livorno, e tanta gente riprende a sperare in una Città diversa e in una Livorno libera.

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