(4 novembre 2011)  

PENSIAMO IN GRANDE E PIANO STRUTTURALE: FARE CHIAREZZA

Il Gruppo Consiliare Città Diversa, di fronte alla gravità delle problematiche da tempo emerse su vivibilità e mobilità, commercio e urbanistica, da noi denunciate per tempo e aggravate altresì dagli ultimi avvenimenti, chiede ufficialmente una operazione verità che permetta di governare i problemi e non di allontanarne o complicarne la soluzione.
Per prima cosa chiediamo la pubblicazione immediata del bando per la progettazione del nuovo piano strutturale della città. Non è possibile che non se ne sappia nulla con l’aggravante che è stata fatta partire la procedura europea con molto ritardo epperò con la clausola di offerte progettuali da presentare entro il 15 dicembre. Come sarà possibile partecipare in tempi ora così brevi? Come potrà gestire questo passaggio così delicato e fondamentale una Giunta che noi riteniamo ormai senza consenso e con un Assessore all’Urbanistica che ha avviato di fatto un nuovo stile di governo di memoria cosimiana che, nonostante i disastri di rigassificatore e limoncino, rifiuta la partecipazione anche solo per accompagnare questa fase?
Per seconda cosa, rispetto alle anticipazioni di Pensiamo in Grande, visto che ancora una volta sono state slegate da una pianificazione complessiva che non si vuole, ma che è la sola in grado di permettere una gestione soddisfacente delle problematiche di residenti, commercianti e cittadini che si muovono da quartiere a quartiere, chiediamo la sospensione di ogni determinazione relativa a Pensiamo in Grande, fallita prima di nascere, mentre la si sbandierava come un riuscito tentativo di dialogo con tutti e sul quale abbiamo sempre esternato i nostri dubbi. Senza una moratoria effettiva di tutte le scelte o, meglio, le non scelte del Comune di questi anni, non è possibile discutere, a meno che non lo si sia fatto a posta per non arrivare a nulla, se non magari a qualche piccolo appalto. Va dunque riavvolto il nastro delle questioni, vanno smantellati sterili presupposti ideologici delle posizioni, va recuperata la centralità di una vera discussione progettuale tra tutte le parti in causa per trovare il massimo possibile di condivisione. E’ così che in altre Città e Paesi europei riescono a risolvere problemi che a volte sembrano impossibili.
Il capogruppo di Città Diversa, cons. Marco Cannito

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