PARENTOPOLI, AFFITTOPOLI, QUARTIEROPOLI …
IMMOBILI, AZIENDE COMUNALI, QUARTIERI CITTADINI OVVERO LA MEMORIA CORTA
E’ sconcertante la memoria corta o la mancanza di memoria storica che esponenti e forze politiche trasversalmente hanno sulle vicende livornesi agitate in questi giorni sulle pagine del giornale.
E’ dal 2004 che Città Diversa solleva problemi di gestione, di sprechi e di alti costi di molte Aziende comunali scaricati sulle spalle dei cittadini; oggi ci si sveglia e l’Amministrazione Comunale chiede trasparenza! Bene, se si vuole fare quello che non si è voluto fare prima, ci sono due occasioni di memorizzazione: la prima, le commissioni comunali congiunte per discutere di una mia articolata interpellanza per far chiarezza intanto su Aamps; la seconda, controllare e verificare non ritualmente lo stato delle Aziende nella imminente discussione del bilancio comunale.
E’ invece dal 2007 che sosteniamo che Spil, dopo la relativa modifica statutaria, faccia più l’immobiliarista che la reindustrializzazione del territorio in assenza di altre iniziative del Comune che creino occupazione. Una cosa è certa: sul punto tanti sono stati zitti. Vorremmo però sapere se risponda al vero che sono in corso una o più indagini sulle vendite di immobili ricevuti da Spil (del cui elenco siamo in possesso) e, da ultimo, sull’immobile di corso Mazzini dal quale sono state sfrattate
1 -
le Associazioni combattentistiche.
Che poi nelle assunzioni, nelle locazioni e vendite delle case o nelle assegnazioni di posti di potere si sia di fronte a parentopoli , affittopoli o partitopoli e che magari ciò riguardi trasversalmente i colori politici saranno altri a doverlo appurare, ritenendo che a nessuno sfugga che lo schieramento avverso a quello che governa la città attacca su comportamenti notori in altre città da esso governate.
Non meno preoccupante di questa mancanza di memoria, diciamo geografica, è la memoria corta rispetto a quartieropoli ovvero alla situazione di alcuni quartieri cittadini saliti all’onore della cronaca.
La promessa fatta alla gente di Fiorentina del piano di recupero rispetto al quale furono depositati progetti e idee di contesto per farne un quartiere di qualità e cerniera tra centro e periferia è sfumata per il taglio, non recente, dei finanziamenti.
Così come ci si scorda innumerevoli volte delle decennali promesse elettorali su “ripartire dal Centro” i cui residenti e commercianti, mentre si dibattono tra degrado quotidiano e inutili riunioni e frasi ad effetto tipo “pensiamo in Grande”, non vedono né macro né micro fatti costringendo molti a fuggire dal Centro.
I Consiglieri circoscrizionali di Città Diversa potrebbero raccontare di altre promesse tradite in altri quartieri.
Ma c’è tempo. Fino ai prossimi smemorati e scopritori dell’acqua calda.
Cons. Marco Cannito
Capogruppo comunale di Città Diversa



(0)




Scrivi un commento