Livorno e le navi dei veleni
Il porto di Livorno non è certo privo di misteri dalla Karin B alla Moby Prince. Oggi con il mercantile Cunski, affondato nelle acque calabresi, ritorna a galla – è il caso di dirlo – la questione delle navi dei veleni, che interessò anche Livorno negli anni Novanta e sulle quali le diverse indagini avviate sono state chiuse in modo drammatico: una per tutte, l’omicidio della giornalista Ilaria Alpi su cui si arenò sia la
commissione parlamentare d’inchiesta sia l’indagine giudiziaria. Ma cosa dicono le inchieste mai arrivate al dunque e che hanno toccato anche la nostra Città ? Dicono che le navi partivano da Livorno o da altri porti cariche, secondo i documenti di viaggio, di prodotti come polvere di marmo. Arrivavano in Somalia o in altri sfortunati Paesi africani, dove scaricavano in realtà rifiuti tossici (scorie di primarie aziende nucleari). Lì caricavano altro (armi) e al ritorno si fermavano davanti alla calabria dove motoscafi prelevavano ciò che serviva alla malavita. A nome di Città Diversa sono stato il primo a chiedere due cose:
1° che si riaprano le indagini giudiziarie anche per Livorno;
2° che la Regione sollevi il problema e chieda verifiche concrete nell’incontro settembrino degli Assessori all’ambiente delle varie Regioni.
Cons. Marco Cannito, Capogruppo comunale
“Il testo allegato inviato ai giornali locali è stato pubblicato solo dal Corriere di Livorno (con intervista telefonica), nonostante siamo statai i primi a dare notizie riguardo Livorno (NdR)”



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