(13 luglio 2009)   InformazioneLibera | Sociale

Lettera di solidarietà a don Piotr Kownacki

Con questa lettera vorrei esprimere la mia solidarietà a don Piotr, parroco di Shangai, che ha avuto il coraggio di denunciare alcune situazioni sociali del suo quartiere.
Sono un volontario e purtroppo non posso che confermare ciò che ha detto il parroco.
A Shangai esistono persone che hanno un buon lavoro, fanno studiare i propri figli, insomma, vivono come tutta la popolazione media italiana, ma esiste, come in altre zone della città, una realtà terribile, fatta di miserie e esistenze dolorose incapaci speso di far valere i proprio diritti.
Alla nostra amministrazione fa comodo che tutto questo venga taciuto, per mantenere quell’immagine di “isola felice” a cui tanto tengono.
Ma adesso è l’ora veramente che sfatiamo questo mito. Dobbiamo far conoscere queste situazioni, far rinascere il valore fondamentale delle relazioni rispetto alla difesa esasperata dei diritti individuali.
Non serve nascondere i bisogni sotto una cortina, dobbiamo “disincantare” questo mondo fatto di ipocrisia, fatto di paure.
Non possiamo restare indifferenti dinanzi a sacerdoti che dimenticano i doveri cristiani e
tolgono servizi essenziali, di fronte a una mensa Caritas che dal 1° luglio al
15 settembre chiude per ferie e non eroga i pasti serali per i più poveri.
Consapevoli della fragilità del confine tra ricchi e poveri che tanto teniamo a salvaguardare barricandoci dietro il paravento dell’indifferenza. Ben vengano parroci come don Kownacki, don Edoardo e persone appartenenti ad altre estrazioni culturali che abbiano voglia di dare uno scossone alla nostra città chiusa a ben salvaguardare i suoi privilegi di casta.
Ogni singolo individuo diventa insufficiente a se stesso e utile agli altri; ognuno di noi ha delle “povertà” che chiedono aiuto e risorse preziose per molti altri.
Non lasciamoci sopraffare da ideologie sbagliate, impariamo a ragionare con la nostra testa, impariamo ad aprire gli occhi. Non chiudiamoci nella difesa di noi stessi e di chi pretende di non farci ragionare. L’antico salmista ebreo diceva: “Beato l’uomo che ha l’intelligenza del povero”.

Paola Frangioli
Lista civica Città Diversa

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