Il Porto di Livorno
Ma insomma,che sta succedendo Livorno? Nulla di eccezionale,ma,come avevamo previsto,la presentazione extra time dei lineamenti del (nuovo?) Prg non ha fatto altro che complicare il quadro di prospettiva e indurre la stessa new entry Marco Taradash(Pdl) a sbilanciarsi su questioni che non conosce.Cosa cavolo c’entrano la nuova Stazione Marittima e l’interramento del Bacino Grande con le nuove prospettive del Porto di Livorno?E soprattutto,perchè Cosimi avrebbe copiato Taradash mentre elaborava questa strana idea dei “nuovi approdi” per la navi crocieristiche?E’ vero che fino a qualche anno fa circolava un’idea di massima (partorita dalla fantasia di un autorevole consulente della Clp),secondo la quale le crociere (ragioniamo a spanne)sarebbero dovute approdare sulla direttrice di via Grande,ma per liberare i Varchi (Galvani e Valessini)dove attualmente scalano le crociere in mezzo alle rinfuse e ai container.Dunque,si riprende questo concetto?E in che modo,se non delocalizzando i bacini di riparazione (che costituiscono una proprietà dello Stato)verso l’Eldorado della Darsena Europa prossima ventura (specchio acqueo ad ovest della Darsena Toscana).?Insomma,qualcosa di scritto dovrebbe esserci nella cosiddetta variante anticipatrice del piano Regolatore del Porto,che a sua volta dovrebbe ,grazie a un singolare “sfalsamento temporale”tutto da verificare,anticipare la manovra urbanistica territoriale vera e propria.Di cui sono stati dati i “lineamenti” nel corso di una veloce e distratta seduta di fine mandato del Consiglio Comunale.Non ci dilunghiamo oltre.In attesa di ulteriori sviluppi. Due sole considerazioni finali.Non vorremmo che,come è accaduto per la Porta a Mare,le cosiddette riparazioni (cioè l’espressione di una economia quanto mai “reale e tecnicamente durevole”)venissero ancora una volta spazzate via dal gioco delle nece ssità e delle convenienze per soddisfare,in ultima analisi, le esigenze di qualche Grande Elettore che in questa vicenda opera dietro le quinte di una trasformazione felliniana (la Darsena Europa)di cui non conosciamo nè regole,nè finanziamenti.Ultima considerazione;ogni volta che il Porto ha conosciuto fasi di relativa espansione qualcuno ha messo le mani nella marmellata.Non abbiamo prove che questo sia accaduto con la Porta a Mare (Pasolini diceva “Io so”..),ma certamente è successo con l’espansione retroportuale con vista Interporto (si veda la questione penalmente rilevante dei terreni d’oro) e con il suk trasversale pubblico privato della Porta 2000 e relative connessioni del mondo bancario e commerciale.labronico…Abbiamo qualche segnale che intorno alla vicenda beckettiana del gassificatore (soprattutto nell’indotto portuale) stia maturando,magari sottotraccia,un grande fermento.L’affare è grosso.Ci augurer emmo allora che rispetto all’espansione dello scalo commerciale ,al riposizionamento dello scalo crociere e alla realizzazione del porto turistico di vitelliana memoria (che procede a rilento) non si affastellassero le tensioni di sempre.Che piacciono ai poteri forti ,ma avviliscono le professionalità e l’economia reale,ad esempio, delle riparazioni navalmeccaniche con la disponibilità di banchine e bacini pubblici..Non occorrono superuomini per rilanciare il porto.Ma persone oneste.
Sergio Nieri



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