(27 settembre 2011)  

Equilibrio bilancio 2011 – Relazione Cittàdiversa

GRUPPO CONSILIARE
CITTA’ DIVERSA – Comune di Livorno

RELAZIONE DI MINORANZA EX ART. 77 REG. C. C. – ALLEGATA ALLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE “Verifica dello stato di attuazione dei programmi e salvaguardia degli equilibri di bilancio. Esercizio 2011”
Seduta 2° Commissione del 22/9/11 e del Consiglio Comunale del 27-28/9/11

Visto il bilancio di previsione 2011 e il rendiconto 2010.
Visto il D.L.vo 23/2011 e il D.L. 138/2011.
Vista la presente proposta di deliberazione nella competente Commissione consiliare in approvazione del Consiglio Comunale.
Riteniamo che il provvedimento in oggetto sia, secondo quanto da noi da tempo sostenuto, l’ulteriore e maggiore conferma da una parte dell’iniquità delle politiche e manovre finanziarie nazionali che, nel caso di specie, gravano anche sul nostro Ente Locale, dall’altra parte del fallimento delle politiche programmatiche e di bilancio dell’Amministrazione Comunale e dei collegati Enti (Società della Salute, Azienda Sanitaria Locale, Regione) o Aziende ex municipalizzate (controllate o partecipate), come di seguito illustrato.
Per quanto riguarda la Variazione di parte corrente si rileva che non va rigettata a priori la questione fiscale, come appare in parte della Giunta e da relative dichiarazioni ufficiali, se lo Stato è orientato a trasferire ai Comuni potestà di natura impositiva o competenze in materia di accertamento tributario. Altra questione è utilizzare la leva fiscale in modo equo, pertanto su redditi elevati e rendite immobiliari e terriere elevate o parassitarie, censite o meno. C’è molto da fare, come indichiamo da anni e solo molto parzialmente ascoltati, ai fini Ici e ai fini dei tributi erariali, sul fronte delle aree sia portuali sia edificabili sia, ancor di più, potenzialmente edificabili (come già previsto per i Comuni dal D. Lgs 504/1992, dal D. Lgs 446/1997, dalla sent. Cassazione 25506/2006, da ultimo dal D. L. sviluppo 70/2011). Se del caso, vincolando le risorse acquisite a piani di recupero edilizio o al finanziamento agevolato di nuove attività imprenditoriali e a sostegno del volontariato sociale.
E’ questo lo “strabismo” che inciderebbe sulla realtà dei fatti redistribuendo ricchezza, non quello ideologico parolaio. Un segnale che si rivolgerebbe alla città non in modo punitivo e vessatorio, ma come agire etico della politica e dell’amministrare, prima ancora che applicazione non remissiva della legge.
Si rileva altresì
Vista la flessione delle entrate dagli oneri di urbanizzazione e dai costi di costruzione e l’affaire Peep che scoppierà, il fallimento – che vi avevamo preannunciato, proponendovi di affiancare alla portualità, turismo e energie rinnovabili, e che dunque è solo aggravato dalla crisi in corso -, il fallimento dicevamo della monocultura economico-politica dell’Amministrazione, incentrata e incentivata su espansione immobiliare (senza peraltro apportare benefici al disagio abitativo) e su cementificazione territoriale (che ha prodotto consumo di ambiente e problematiche sociali, quali carenze attuali (e future) di servizi nelle nuove urbanizzazioni e depauperamento del centro cittadino.
Così come abbiamo avuto ragione nell’indicare che risultavano aleatorie le maggiori entrate da multe per contravvenzioni stradali.
Per quanto riguarda le Variazioni in conto capitale
Si rileva
Che i ritardi nella realizzazione di molte opere e il reitero degli interventi sono solo in parte determinati dalla incertezza dei finanziamenti. Nulla hanno a che fare con l’attuale fase, il rinvio infinito del restauro e della rifunzionalizzazione di Villa Maria o dello Chalet della Rotonda. Mentre ancora una volta manca un progetto realistico attuativo, nonostante le promesse, e un filo conduttore, dal quale derivare lavoro e rilancio dell’immagine per la e de la città, relativamente ai contenitori monumentali e al contesto ambientale (fortezze, terme, costa, colline, …).
Che la riqualificazione per far ripartire il Centro Città, rinviata insieme a “Pensiamo in Grande”, è da tempo uno slogan elettorale, nonostante l’ulteriore e paradossale impegno temporale da noi strappatovi nell’ultima seduta di Consiglio. E il fatto che nessun Condominio abbia firmato il protocollo d’intesa con il Comune la dice lunga sulle possibilità reali del recupero dei portici del comparto Grande: una situazione complicata dal fatto che si parla di impegni concordati in atti giuridici stipulati con Società immobiliari e in un contesto profondamente mutato (l’immediato dopoguerra) e che sono stati traslati solo in parte dei contratti di compravendite individuali succedutisi negli anni. E se non si raggiungesse un accordo? Si passerà ad atti giudiziari?
Per le Varianti al bilancio 2011 di parte corrente
Si rileva
Che nulla è stato dato sapere delle criticità geologiche complessive del territorio né della situazione specifica della avvenuta frana e dei rischi franosi di Quercianella (rinvio senza riconvocazione della Commissione competente) e soprattutto del totale dei costi rispetto al rimborso parziale qui introitato e della differenza che graverà sul bilancio comunale.
Che contributi regionali al TPL locale non sono pervenuti in modo significativo.
Rileviamo infine dei dati di fatto gravissimi:
1. Il nuovo deposito Atl è sparito dall’agenda finanziaria e la situazione di ritardi e sprechi si è aggravata, nonostante la promessa dell’Ass. Nebbiai di un fulmineo e risolutivo project financing.
2. Le contraddizioni e i ritardi rilevati nella riqualificazione di Fiorentina, che diventano ancora più inquietanti laddove, nonostante le perplessità, vi abbiamo garantito una via di urgenza. Per di più i costi per gli espropri ammontano a 1.800.000,00 € a fronte di solo 4/700.000,00 € nel Piano OO.PP.
3. Il finanziamento regionale per la viabilità a sostegno del futuro comparto ospedaliero (20 milioni di €?)non è deliberato e blocca risorse comunali per 5 mill. che potrebbero essere, insieme ad altre risorse, spendibili da subito per il rilancio economico della città, svincolati dai lacci stretti del patto di stabilità.
4. La povertà cresce da anni, come da noi evidenziato per tempo e senza che voi voleste prestarvi attenzione, tanto che è diventato un luogo comune dire che il Comune impegna somme importanti per il sociale (22%: ma allora la Regione impegna il 70% del bilanci in sanità!), paraventi ormai con i quali si coprono verità scomode: un rapporto oscuro tra Assessorato al settore, Società della Salute al palo, Asl 6 fuori controllo, un bilancio comunale (oltre che un sistema regionale smitizzato) che confonde più che coordinare e integrare spesa sociale e spesa sanitaria.
5. Le Aziende ex-municipalizzate che da anni indichiamo come malate, tra indebitamenti strutturali ed esposizioni bancarie, nonostante un sistema tariffario tra i più esosi d’Italia, in tendenziale aumento (ad esempio la Tia con l’Iva al 21%). Risulta così ancora più inquietante non conoscere le strategie future o striscianti e non riuscire ad ottenere i bilanci consuntivi 2010 delle Aziende nonostante promesse e nostre richieste formali non soddisfatte che aprono anche profili penali.

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