(30 settembre 2009)   Ambiente

..e la chiamano estate..

Era questo il ritornello di una vecchia canzone, in cui l’assenza della donna amata era alla base di questa scettica considerazione sull’estate. Oggi vorrei che si approfondisse la cosa, più realisticamente, dal punto di vista meteorologico, mettendo in evidenza che l’assente è l’anticiclone delle Azzorre, apportatore di bel tempo, con temperature non eccessive e meno umidità , che , già da qualche anno si affaccia sempre più raramente sull’Europa centro Meridionale. Al suo posto si è affermato, vigorosamente, l’ anticiclone africano, che già presente periodicamente negli anni scorsi, si sta sempre più affermando, portando aria calda, che si umidifica passando sul mediterraneo, direttamente dalla zona del Tropico del Cancro. Per questa concomitanza di fattori, le temperature di oltre 35° e con una umidità media del 40%, danno una sensazione di afa maggiore. Praticamente sta avvenendo uno spostamento sensibile delle masse d’aria più lungo i meridiani che non i paralleli, con conseguenze bene apprezzabili nel tempo. Questo sta avvenendo un po’ in ogni parte del mondo, talvolta con effetti catastrofici. Esistono segnali significativi da tutto l’eco-sistema faunistico, dei quali farò qui menzione: il mutato comportamento degli uccelli migratori, alcuni dei quali sono diventati stanziali, l’ingresso nei nostri mari di pesci e molluschi originari del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano; l’aumento di temperatura dei mari, i mutamenti nel ciclo annuale di alcune piante sia nella fioritura che nel periodo autunnale, lo scioglimento dei ghiacciai, e quello più sintomatico della calotta artica, ecc. Queste anomalie, non significative soltanto per chi ha interesse a far credere che tutto rientri nella norma, sono avvalorate da altri segnali che fanno pensare veramente che, nel giro di una ventina d’anni, le regioni interessate andranno incontro ad una tropicalizzazione sempre più spinta. Non vi è dubbio che in tutto questo è intervenuta anche la mano dell’uomo, che, se non darà seguito alle indicazioni del Congresso di Kyoto, dovrà adattarsi a subire le conseguenze della corsa ai consumi dell’energia sporca per i suoi fabbisogni. Una certezza la possiamo avere sotto gli occhi: nel contesto europeo l’Italia è tra le nazioni che meno delle altre ha dedicato risorse alle energie alternative, in particolare l’eolico. Basta fare qualche viaggio all’estero per rendersene conto. Per quanto ci riguarda più da vicino, e cioè parlando di Livorno, per adesso incassiamo il primato di città più inquinata in Toscana, con un inceneritore ormai obsoleto ed in cui vogliono raddoppiare la linea.
Sergio Baragli

Condividi su:
  • Facebook

Scrivi un commento

 

XHTML: Puoi usare questi tag XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Valid XHTML 1.0 Transitional
Copyleft © 2008 CITTADIVERSALIVORNO.IT, No Rights Reserved - Powered by WordPress - Credits: Pierluigi Distante, Daniele Virgili