(16 agosto 2010)   Occupazione

CRONACA DELLA VISITA DEL NOSTRO CAPOGRUPPO ALLA CEMENTERIA SACCI CHE RISCHIA LA CHIUSURA

1.Martedì 9 agosto mattina il Capogruppo del Consiglio Comunale di Città Diversa, raccogliendo l’invito dei sindacati rivolto alle forze politiche e alle istituzioni, ha partecipato all’assemblea dei lavoratori della Sacci, storica cementerai livornese, e dell’indotto e si è intrattenuto con i rappresentanti delle Rsu e con i lavoratori.
2.Gli impianti della Sacci sono oggi completamente fermi e i 23 lavoratori sono stati collocati in cassa integrazione a zero ore a partire dal 1 agosto con la prospettiva che la cassa cessi alla fine dell’anno e la fabbrica sia definitivamente chiusa.
3.Il Capogruppo di Città Diversa, ritenuto che non ci sono lavoratori di serie A e altri di serie B in forza del settore occupazionale o del numero degli occupati, chiede a Sindaco, Presidente della Provincia e Presidente della Regione di essere a fianco degli operai e di intervenire subito con azioni proprie e rivolte ad Azienda e Confindustria per la soluzione di questa crisi che è ormai conosciuta da mesi. “Noi peraltro suggeriamo, anche in applicazione della delibera Rifiuti Zero approvata dal Consiglio Comunale che prevede il riuso e il riciclo di tutti i rifiuti, di verificare se l’attività cementiera possa essere integrata con la lavorazione dei rifiuti che vengono utilizzati per l’asfaltatura stradale”.
4.Cannito intanto ha già scritto alla sede centrale romana della Azienda Sacci chiedendo chiarimenti in merito alla situazione illustratagli dalle Rsu locali. Così come ha scritto al Presidente della Terza Commissione Comunale perché venga convocata una riunione urgente della Commissione (che si occupa di sviluppo e programmazione economica, attività produttive e occupazione), e comunque prima dell’incontro tra le parti (sindacali e datoriali) previsto per il 24 settembre.
5.Cannito chiede a tutte le forze politiche iniziative comuni e che di questa situazione se ne discuta nel primo Consiglio Comunale utile previsto per l’8 settembre.
6.Cannito conferma la richiesta da lui più volte avanzata nelle Commissioni e nei Consigli comunali, ma di fatto rifiutata dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco, della necessità di una cabina di regia o di un tavolo di coordinamento dove le situazioni di crisi occupazionale del territorio vengano affrontate preventivamente per non esserne colti alla sprovvista, complessivamente e nello sviluppo delle singole situazioni per avere dati certi e trovare soluzioni concrete. Questo è tanto più necessario oggi nel momento in cui ad una crisi strutturale livornese si somma una grave crisi nazionale e globale e la crisi si abbatte anche sulle piccole imprese che da sole non hanno forza di contrattazione.
7.I lavoratori hanno riferito a Cannito che se è vero che c’è una crisi generale del settore, è vero anche che il costo del lavoro incide qui solo per il 12% e che lo stabilimento di via del Marzocco ha avuto riconoscimenti per la migliore produttività tra i diversi impianti italiani dell’Azienda.
8.Cannito rispetto alla crisi del mercato delle opere pubbliche sottolinea:
che in generale nel 2010 si assiste a un risveglio delle grandi opere anche da parte delle amministrazioni comunali nonostante le difficoltà di spesa legate ai vincoli del patto di stabilità nazionale;
che a livello del Comune di Livorno le grandi opere cittadine e portuali (al di là dei giudizi positivi o negativi che se ne possano dare), sarebbero dovute decollare già da anni e invece stentano ancora oggi a partire. Mentre le opere minori – che danno lavoro alle imprese locali e quindi commissioni anche alla nostra Cementeria e che l’Azienda accetterebbe di buon grado -, nonostante i finanziamenti comunali previsti, non partono o vengono continuamente rinviati nel tempo (Piazza Attias, recupero di Corea, Piazza Cavour, viabilità portuale, viale Boccaccio, villa Maria, Cisternino di Piazza Guerrazzi, Fortezza Nuova, Piazza XX Settembre, Piazza S. Giovanni a Montenero, Forte S.Pietro, immobili ex Pirelli ed ex Domenicani, ecc.).
9.Cannito infine chiede chiarezza sul problema delle aree occupate dalla Cementeria e che sono strategiche in quanto vicine al Porto. “Non vorremmo che i lavoratori della Sacci (pochi di numero) vengano abbandonati come è accaduto alle lavoratrici della Giolfo &Calcagno (anch’essa in area strategica) sulle quali è caduta una cappa di silenzio, creando così autentici drammi sociali di precariato occupazionale dei giovani o di impossibilità di collocazione lavorativa per i meno giovani. Se c’è qualcuno interessato alla acquisizione delle aree si faccia avanti e dica con chiarezza se vuole continuare questa o altre attività produttive o le vuole destinare ad altro ( banchine, capannoni, e simili), ma si assuma la responsabilità etica di garantire comunque o meglio aumentare i posti di lavoro”.

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