(24 marzo 2011)   Interventi Mozioni Delibere ecc

CONTRODEDUZIONI ALLA POLITICA AZIENDALE E DEI RIFIUTI DI AAMPS, COMUNE,PROVINCIA

CONFERENZA STAMPA – 21 MARZO 2011
Valutazioni del Capogruppo Cons. Marco Cannito

1. Finalmente viene fuori chiaramente la contraddittorietà o la sostanziale contrarietà delle Amministrazioni locali e delle forze politiche che le sostengono alla strategia Rifiuti Zero, nonostante l’avvio dato dalla Delibera del C.C.
2. Siamo di fronte all’inizio di una nuova, grande e progressiva, offensiva mediatica, soprattutto di Provincia e Comune, per convincere i cittadini della bontà dell’ampliamento dell’inceneritore e della necessità di costruire un megainceneritore a Livorno, senza nessuna informazione e tantomeno previo coinvolgimento dei consessi elettorali, almeno per quanto riguarda il C. C. (ci saranno così gli scontri, già vissuti (biomasse e discariche), dell’ultimo minuto e dei fatti compiuti).
3. Siamo di fronte a Enti locali poco propensi alle azioni di riciclo e riuso dei rifiuti, che darebbero nuova tecnologia, più posti di lavoro e ricchezza, oltre che migliorare e non aggravare la qualità della salute, della vita e dell’ambiente, rispetto a quanto avverrebbe con gli inceneritori.
4. Per questo, Noi, da una parte, lanciamo una campagna di dialogo con le categorie economiche e produttive, che abbiamo programmato di incontrare, per confrontarci su come sia possibile non rassegnarci a scontri e contrapposizioni, ma conciliare i diritti delle imprese e migliorare quelli del lavoro, rispetto ai diritti della salute umana e dell’ambiente e alla vivibilità territoriale (rifiuti, acqua, energia, edilizia, ecc.).
5. Dall’altra, visto il voluto e reiterato rifiuto della A. C. di prendere atto della realtà, daremo vita a una serie di iniziative nei quartieri cittadini, a partire dalle aree del nord, della circ. 4 e del centro, portandone l’attenzione anche a un livello sovralocale (regionale e nazionale).
6. Noi, a differenza di questa A. C., Vogliamo:
Programmare l’uso del territorio (come da tempo indichiamo in generale e con specifiche proposte) con aree dedicate (es. aree industriali x rifiuti e produzioni); dismissioni e delocalizzazioni (traffico pesante, attività inquinanti per residenti e lavoratori,…);
Governare i problemi, non lasciarli a sé stessi o in balia di scontri tra la popolazione, mettendo l’un contro l’altro residenti e residenti, residenti, lavoratori e imprese, cittadini e istituzioni;
Costruire una partecipazione vera, incisiva e con tempi certi, della popolazione, delle categorie in confronto con le Istituzioni;
Implementare con celerità le scelte condivise e le decisioni operative.
7. Vogliamo poi sottolineare che se non fosse stata per la ns. interpellanza del nov. 2010, trattata il 10 marzo 2011, nè da parte del Comune né da parte di Aamps che, ricordiamo, pur essendo una Spa, è al 100% proprietà del Comune, non avremmo avuto informazioni ufficiali, aggiornate e condivisibili o meno, su Tia, inceneritori, discariche, differenziata, problemi di pulizia nei quartieri, …
8. Tuttavia una serie di questioni o parte di esse sono rimaste in ombra (es. problemi del personale: . Abbiamo perciò ottenuto che fosse aggiornata la Commissione per i relativi approfondimenti su Aamps (piano industriale; futuro dell’Azienda; Vallin dell’aquila: costi servizio percolato, che fine ha fatto l’indagine Asl sugli incidenti avvenuti?; ecc.;…).
9. Inoltre abbiamo richiesto accesso agli atti per conoscere, fra l’altro, l’attuale stato dei rapporti con aziende partecipate, controllate, collegate; l’elenco dei creditori/debitori aziendali; ecc.

Scheda 1 – I RISULTATI ECONOMICI DI AAMPS: CONTRODEDUZIONI

La posizione dell’Azienda – “E’ difficile trovare un’azienda che dal 2006 a oggi ha raggiunto i risultati di Aamps”.

LA NOSTRA POSIZIONE
A. Prima della introduzione della Tia, Aamps è stata ricapitalizzata dal Comune (soldi dei cittadini); poi si è ulteriormente indebitata; resta da chiarire il rapporto debiti/crediti; e se è tranquilla o meno la situazione dei 2 contratti swap sottoscritti rispettivamente per € 6.365.826 e € 3.335.616.
B. Dopo l’introduzione della Tia (2006), l’Azienda avrebbe avuto sempre bilanci in utile.
Noi, alla fine del 2005, fummo fortemente contrari in Consiglio Comunale alla introduzione della Tia perché ritenevamo (e così è avvenuto) che sarebbe stata una stangata su piccole e medie imprese e molte famiglie; che non vi erano, come voluto dalla normativa, veri incentivi e significativi sconti per coloro che si comportano virtuosamente (es. differenziazione).
Ricordiamo che in Italia solo il 25% dei Comuni ha introdotto la Tia e che con essa i cittadini pagano il ciclo completo dei rifiuti al 100%.
Oggi i Livornesi, contrariamente a quanto viene sostenuto nell’immaginario collettivo fatto introiettare ai nostri concittadini, hanno fatto e fanno il loro dovere e pertanto avrebbero diritto non solo a sconti, ma a un servizio di qualità (cosa che per molti aspetti non è: basti pensare alla cattiva pulizia in Centro).

Scheda 2 – PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE?

La posizione di Aamps – “L’Anno 2011 è particolarmente sfidante … per il processo di privatizzazione”.

LA NOSTRA POSIZIONE
A. Peccato che né l’Azienda né soprattutto il Comune abbiano mai informato e tantomeno coinvolto ancora il Consiglio Comunale né, a quanto ci risulta, altri Organismi, né la popolazione sulle scelte e sulle prospettive.

Scheda 3 – I RECLAMI SI/NO

Le statistiche di Aamps – Sia i reclami che le richieste di informazioni sono tutte diminuite progressivamente dal 2006 al 2010.

CI DOMANDIAMO:
A. E’ una “performance”, come afferma Aamps, o è possibile che i Cittadini si siano rassegnati?

Scheda 4 – IL PERSONALE: NESSUN PROBLEMA?

Aamps riferisce che “prosegue il miglioramento riorganizzativo”.

LA NOSTRA POSIZIONE
A. Il dato quantitativo non significa necessariamente miglioramenti qualitativi.
B. Ci è stata recapitata alla fine del 2010 una lettera di rimostranze inviata da un certo numero di dipendenti all’Azienda.

Scheda 5 – RIFIUTI E INCENERITORI: LA SCHIZOFRENIA TRA PIANIFICAZIONE E GESTIONE

C’è una formidabile contraddizione – ed evidentemente le Istituzioni nel nostro territorio o non si parlano o non sono d’accordo sulla concertazione delle scelte oppure si parlano in segreto –, in assenza di previsioni e pianificazioni aggiornate, tra:
le linee proposte dal Comune per la revisione del Piano Strutturale che dovrebbe avere una durata decennale (che parlano di riduzione della produzione dei rifiuti, ma non di “rifiuti zero” come invece la delibera approvata dal Consiglio Comunale nel giugno 2010);
le linee guida per il piano interprovinciale dei rifiuti dell’Ato costa (Livorno, Pisa, Lucca e Massa), approvate riservatamente dalla Giunta Provinciale il 14/12/10, e l’avvio del procedimento per la sua approvazione, che prevedono: aumento dei rifiuti dell’8% entro il 2016 e del 16% entro il 2020; raccolta differenziata al 65% ma solo nel 2020; raddoppio dell’inceneritore al Picchianti nel 2016; costruzione di un mega inceneritore da 1000 tonnellate al giorno (cinque volte più grande dell’attuale) nel 2020;
la legge regionale toscana che prevede che gli Ato si debbano concentrare prioritariamente sulla “minimizzazione” della produzione di rifiuti e persegue l’obiettivo di raggiungere nel 2011 una raccolta differenziata al 65% (obiettivo più ambizioso del decreto Matteoli che prevede il 2012);
aamps (scheda marzo 2011) che afferma: “possediamo impianti di selezione e termovalorizzazione (?) che garantiscono autosufficienza nell’Ato Costa”.
AMPLIAMENTO DELL’INCENERIMENTO? TUTT’ALTRO!
Qual è la posizione definitiva del Sindaco?

Scheda 6 – RIFIUTI: LA SCHIZOFRENIA TRA RACCOLTA DIFFERENZIATA E INCENERITORI

Aamps riferisce di avere la migliore performance ambientale dell’Ato costa, della Regione, dell’Italia e dell’estero!

LA NOSTRA POSIZIONE
A. Siamo meravigliati che la raccolta differenziata (fra parentesi le proiezioni differenti rispetto ai dati Aamps) sia balzata dal 35,42% (32,60%) del 2005 al 42,44% (36,60%) del 2009 e contenti che, anche grazie alla nostra delibera “Rifiuti zero”, si stia attestando al 43,20% del 2010.
B. Il problema è che ci risulta che altre città piccole, medie e grandi, italiane (da Treviso a Salerno), europee e americane, abbiano ben più alte percentuali di riduzione, riciclo, riuso e differenziazione dei rifiuti rispetto a noi (e ad altri che stanno peggio di noi).
C. Non si investe veramente sugli acquisti verdi, su una migliore organizzazione della raccolta differenziata, su spiegare capillarmente alle famiglie come si fa la differenziazione (fonte Revet: “almeno il 10% che arriva per la differenziazione ritorna in discarica”).

Scheda 7 – RIFIUTI: LA CONVENIENZA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA RISPETTO A INCENERITORI E DISCARICHE

Aamps riferisce: “L’impatto fiscale (Tia) e ambientale del ciclo integrato dei rifiuti è molto più ridotto rispetto a sistemi che prevedono l’uso sistematico di discariche”.

DUNQUE, SENZA DISCARICHE, SI RISPARMIA IN SALUTE AMBIENTALE E SI HANNO COSTI TARIFFARI MINORI PER LA POPOLAZIONE.
AGGIUNGIAMO CHE, CON LA DIFFERENZIATA E I RIFIUTI VERSO LO ZERO, SI CREANO MAGGIORI POSTI DI LAVORO (1:10).
SOPRATTUTTO VA SFATATA LA BUGIA CHE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SIA PIU’ COSTOSA DELL’INDIFFERENZIATA. PERCHE’ IL MAGGIOR COSTO SI RIPAGA AMPIAMENTE CON I RISPARMI DI GESTIONE DEI RIFIUTI TAL QUALI CHE ABBISOGNANO DI DISCARICHE E INCENERITORI (CHE A LORO VOLTA HANNO UNA LORO DISCARICA DI SCORIE), UNA IMMOBILIZZAZIONE COSTOSA E SENZA RIENTRO, SPECIE ORA CHE SONO TERMINATI GLI INCENTIVI “CIP 6”.

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