Cantiere Navale. Un’altra morte bianca
La morte sul lavoro avvenuta nelle scorse ore presso il Cantiere Navale Benetti in prossimità del bacino galleggiante non puo’ non suscitare sentimenti di cordoglio nei confronti dei familiari della vittima ,ma anche di profonda inquietudine per l’ennesimo infortunio sul lavoro (in questo caso letale)occorso a un lavoratore in quella delicata enclave operativa dell’attività cantieristica cittadina.Come cittadini non intendiamo partecipare al consueto rituale del “da oggi in poi non abbia piu’ a ripetersi”,ma crediamo occorra ripartire con atti e riscontri concreti sull’accaduto da quanto ha commentato laconicamente il Procuratore della Repubblica che intervenendo a caldo sul teatro della morte bianca ha cosi’ commentato”Questo luogo è pericoloso”. Si proceda dunque con un tempestivo accertamento del le reponsabilità omissive rispetto all’applicazione della normativa sulla sicurezza andando a monte della complicata catena di lavoro che regola le attività in quel delicato comparto.Possa essere questa l’occasione per fare definitivamente luce sulle condizioni di lavoro nel Cantiere Benetti e sul complicato sistema del lavoro decentrato che spesso elude i controlli degli organi di prevenzione.Il concessionario dei bacini demaniali “a tempo indeterminato” Azimut,da parte sua,non metta le mani avanti affermando che nulla puo’ essergli contestato,ma collabori anche nell’interesse della città all’accertamento della verità .
Comitato Esecutivo Città Diversa
Lista a Cinque Stelle Livorno.



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