(11 novembre 2010)   News

Aspettando la rottamazione (Il Grande Innovatore e la Donna Cannone)

Stiamo attraversando una delle fasi piu’ surreali della vita politica livornese.Una decina di giorni o poco piu’ al decollo dell’Astronave referendaria,quella che secondo i desiderata del Grande Innovatore(il Sindaco) e di qualche antico Azzeccagarbugli degli uffici comunali-autentico punto di continuità fra la “frizzante” gestione di Lamberti e quella neo napoleonica di Cosimi-avrebbe dovuto generare un turbinio di partecipazione e non una bieca,ingenerosa e fredda volontà di abrogazione.E’ vero,i tabelloni sono semi vuoti,la città civile (per dirla con De Andre’)se ne sta tranquillamente sbattendo,in generale si percepisce un forte senso di depressione,se non fosse per le simpatiche piraterie di qualche emittente “privata” ,l’accanimento terapeutico di qualche appassionato della politica politicienne,le impennate dell’Uomo piu’ Intelligente del Mondo,il Prof .Massimo Paoli da Perugia.ospite permanente,a titolo di guru oracolare, del quotidiano di Viale Alfieri.Un personaggio che ormai viene utilizzato in modo psico- dinamico dalla stampa locale come quando i vecchi impresari dei circhi tedeschi illuminavano la rampa di lancio della Donna Cannone.Un occhio di bue fisso sul punto di sparo in attesa che con precisione balistica l’addetto allo sparo,dopo il consueto rullo di tamburi, proiettasse il carico a salve,eppure umano, oltre il tendone del vecchio circo.”Siori e siori,guardate che buco”.Ogni volta che Paoli scrive (e fa bene a farlo finchè il direttore del circo Il Tirreno glielo consentirà)quel buco si allarga,assumendo dimensioni paradossali.Ovvio che di Paoli-Cannone si nutra da qualche anno ,nel quadro di un rapporto anche contrastato,l’immaginario del Grande Innovatore. A spanne la filosofia della nouvelle vague cosimiana funziona cosi’:tutti contro il Bunga Bunga berlusconiano,a Livorno ci pensiamo noi,le crisi le gestiamo con la Regione,dei piani urbanistici ce ne sbattiamo,fissato un punto (l’Ospedale a Montenero)determiniamo “lo sviluppo” della città dopo averlo finanziato con i ricavi delle dismissioni pubbliche e magari qualche fondo immobiliare a gestione mista.Solo allora,continua il duo Paoli Cannone-Cosimi, Livorno tornerà a “pensare in Grande”potendo vantare solidi alleati interni (gli astuti Fremura)e finalmente qualche illuminato miliardario di centro sinistra (Montezemolo,Moratti,Della Valle?)che oggi finanzia l’apparato editoriale del Corriere della Sera in cordata con Fini e Bocchino nel sostegno esterno alle scivolosissime escort antiberlusconiane.Ma per pensare in Grande Paoli-Cannone e il grande Innovatore pongono una condizione pregiudiziale.”Lasciateci lavorare”.Insomma,”cittadini livornesi che ricordate molto da vicino quegli sprovveduti delle campagne pisane(Paoli domenica sul Tirreno),non veniteci a sollevare problemi di procedura e di trasparenza.Voi volete paralizzare le spinte innovative della Città di Livorno”.E’ questo il pensiero filante e dominante non solo del duo Paoli Cosimi ,ma anche dell’abile caporedattore del Tirreno,che dopo avere attribuito al Nuovo Ospedale una capacità pianificatoria della Città del Futuro e avere concesso al Grande Innovatore fiumi di maxi interviste senza capo nè coda,oggi si scopre incredibilmente il garante della “macchina referendaria”inventandosi un surreale dibattito sulle pagine del Tirreno (il referendum taroccato di Cosimi e del suo procuratore in livrea Lamberti non va “sprecato”) . al quale aderiscono purtroppo anche navigati opinionisti e intellettuali dopo avere svolto il preliminare atto di sottomissione “ringrazio il Tirreno per.”.Senza commento.Tanto poi Cosimi ha detto al Procuratore in Livrea che in qualche modo “terrà conto” del risultato referendario.Come e con quali garanzie normative e procedurali questo non è dato sapere.Il problema è che a Livorno “ci credono”.Un quadro d’insieme aggravato,come sappiamo, da una crisi economica di dimensioni spaventose che solo il senso di responsabilità e la grande dignità dei lavoratori e della lavoratrici livornesi,per lo piu’ in mobilità e/o in Cassa integrazione, hanno impedito fino a questo momento che tracimasse in una contestazione sistemica anche di rilievo locale.Ma su questo il Grande Innovatore,come sappiamo,fa spallucce.Chiedere ai lavoratori di Inalfa,De Tomaso,Giolfo &Calcagno,Sacci.Ma presto avremo l’Ospedale,autentico volano di rilancio urbanistico ed edilizio secondo il pensiero “magistrale” post keynesiano dei Grandi Innovatori di serie.E chi se ne importa se le compensazioni del lotto Zero sono di 70 o 50 milioni.”Io l’avevo detto” ha sibilato il Grande Innovatore “che le avrebbero ridotte e scalate dagli iniziali 132 milioni,ma la viabilità ospedaliera sarà completata”.”Colpa del Bunga Bunga”,replica Paoli -Cannone ,e dei cittadini livornesi che assomigliano sempre di piu’ ai mezzadri della campagna pisana”.

SAMUEL BECKETT

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