Livorno Città diversa

Riprendiamoci Livorno, diversamente dal solito

Interventi Stadio  

Seduta C. C. 28/3/17

ATTO DI INDIRIZZO COLLEGATO DELIBERA VARIAZIONI BILANCIO OPERE PUBBLICHE

Oggetto: interventi Stadio

Premesso

  • l’attuale situazione  strutturale dello Stadio “A. Picchi”  e le necessità di interventi necessari in parte già messi a bilancio;
  • gli incontri di cui si è avuto notizia dell’Amministrazione Comunale con possibili investitori sullo Stadio e/o sull’area del relativo comparto (c.d. Cittadella dello sport) e il con il Coordinamento Club Livorno;

Considerato

  • che il percorso corretto per definire le regole del pubblico interesse sia nel Consiglio Comunale;

Il Consiglio Comunale impegna L’Amministrazione  Comunale

  1. ad operare per quanto sopra con urgenza;
  2. affinché l’intervento lucrativo di eventuali privati sia vincolato ad opere anche di interesse generale da determinarsi nei necessari passaggi in Consiglio comunale;
  3. ad escludere previsioni di varianti urbanistiche.

Cons. Marco Cannito

I banchi al Nuovo Centro e a Fiorentina 130 case

Per costruire la nuova struttura il Comune mette a bilancio 2,5 milioni di mutuo ma va anche a caccia di privati: sul piatto 53 appartamenti in più in via Sgarallino di Juna Goti
26 marzo 2016 “Il Tirreno”

LIVORNO. Il Comune è pronto ad accendere un mutuo di 2,5 milioni di euro per costruire la nuova sede del mercato ortofrutticolo, che da Fiorentina dovrebbe spostarsi al Nuovo Centro, in un’area a servizi vicino al deposito del Ctt e al distretto Asl.

Quei 2,5 milioni sono stati inseriti nel bilancio di previsione 2016 dell’ente. La nuova sede, però, verrebbe a costare 3,4 milioni, così in bilancio ci sono anche 900.000 euro di “contributi privati” che l’amministrazione spera di ottenere mettendo in piedi un project financing, o comunque forme di partenariato pubblico-privato. Come? Mettendo sul piatto dello stesso privato la possibilità di costruire anche gran parte degli appartamenti già previsti da anni nell’ area mercatale di via Sgarallino, con l’aggiunta di 53 case.

Il piano dell’amministrazione è saltato fuori nelle pieghe della commissione che giovedì – alla presenza dell’assessore Aurigi e dei tecnici di Palazzo Civico – si è occupata di bilancio e lavori pubblici.

Alla domanda di Marco Cannito (Città Diversa) sul futuro del mercato, il dirigente comunale Riccardo Maurri ha risposto che «ci sono ancora incertezze, ma il fatto che il Comune abbia programmato di investire 2,5 milioni è un punto di partenza. L’idea è di legare la realizzazione della sede al Nuovo Centro all’intervento di edilizia sociale previsto a Fiorentina, in modo da attrarre il privato». «Un’operazione unitaria – ha ripetuto – con un project financing». E qui sta la novità che in commissione ha fatto rumoreggiare le opposizioni.

Il piazzale di Fiorentina è interessato da un progetto finanziato dalla Regione e dallo Stato che prevede la costruzione di 18 alloggi popolari ad opera di Casalp, più altri 60 tra canone sostenibile e libero mercato (ex consorzio Etruria, oggi Casalp). «L’idea è di superarlo per un programma più ambizioso che preveda 53 case in più e la costruzione del nuovo mercato», dice Maurri.

Per la verità quei 53 alloggi al posto dei grossisti erano già stati inseriti nel protocollo che la giunta Cosimi, nell’aprile del 2014, aveva siglato con Cassa depositi e prestiti, prevedendo un investimento complessivo di 29 milioni tra Garibaldi e Fiorentina (il progetto prevedeva anche la costruzione di una scuola). Per il pacchetto extra di appartamenti si era parlato di affitto a canone concordato per almeno 25 anni.

Nel frattempo tutto sembra essersi congelato, anche perché i banchi del mercato sono rimasti al loro posto. Oggi l’amministrazione pentastellata ripropone uno schema simile, ma mettendo nel calderone la costruzione della nuova sede. È chiaro che a questo punto, perché l’operazione attiri il privato (che dovrebbe subentrare a Casalp anche per le 60 case non Erp) e sia sostenibile, «i 53 alloggi – lo dicono gli stessi tecnici – potrebbero essere di edilizia sociale, l’ideale sarebbe di averli a canone sostenibile, ma non possiamo dire oggi di che tipo saranno, deve dircelo il privato».

Così chi tra le opposizione si aspettava una strategia a 5 Stelle diversa va all’attacco. «Rispetto alle filosofie professate – attacca Cannito – si profila una nuova cementificazione preoccupante».