Livorno Città diversa

Riprendiamoci Livorno, diversamente dal solito

Livorno – Bilancio di fine anno tra presente futuro

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CHE COSA NON HA FATTO QUESTA AMMINISTRAZIONE PER LIVORNO
CHE COSA AVREBBE FATTO CITTÀ DIVERSA PER LIVORNO

Coloro che amministrano oggi Livorno millantano di essere investiti di una missione messianica per cui devono mostrare a ogni piè sospinto che loro e solo loro salvano la Città dai tanti problemi ricevuti in eredità.

1. “Quando è troppo è troppo!”

Dimenticano però – e volutamente – due cosucce.
Primo: che rappresentano una parte minoritaria della Città e sono stati sostenuti al ballottaggio per provare una alternativa alla pericolosa ed arrogante gestione Pd. Ma di questo non hanno mostrato gratitudine ai Cittadini, tentando anzi e viceversa, una volta eletti per grazia ricevuta, la cannibalizzazione di qualsiasi altra forza sociale e politica. Secondo: che durante la loro Amministrazione la crisi della Città è andata peggiorando senza che preparassero né concretizzassero un’inversione di tendenza, anzi proponendosi molto spesso come garanti e continuatori del passato.

Dove sta la diversità del M5S? Nel continuo guerreggiare col PD, ambedue per interessi di potere nazionale più che per Livorno. Città Diversa ha analizzato la situazione alla luce del bilancio preventivo 2017-2019, approvato da una risicata maggioranza M5S e alla luce della conferenza di fine anno di Sindaco e Assessori, vuota di realizzazioni ma auto-celebrativa per i futuri personali.

2. Un trionfalismo sulle spalle dei Cittadini

Toni e atteggiamenti dei mitici Amministratori sono infarciti di propaganda da rete di marketing, totalizzanti e irridenti verso richieste e critiche di chiunque (Consiglieri, Sindacalisti, Cittadini), insensibili ai bisogni sociali, economici e morali dei più deboli e dei cittadini comuni ai quali vengono chiesti ulteriori sacrifici (tagli a sociale e occupazione, discutibili bandi di gara o rapporti con il volontariato, aumento di rette, mancanza di sostegni al lavoro di giovani e donne e a chi lo ha perso, gabelle sulle auto, tassazione della classe media tra le più elevate,…).

3. Nessun interesse per la creazione di lavoro

Tutto ciò per far pagare alla Città le spese per colate di cemento, tra nuove rotatorie e imbellettamento di spazi o recupero di edifici pubblici. Non neghiamo che in alcuni casi siano utili e necessari, ma chiediamo: con il combinato disposto di far guadagnare pur legittimamente i soliti noti, senza far fare sacrifici ai più ricchi e pesando sulle spalle di tutti gli altri? Riteniamo queste scelte dannose per il bene comune e di corto respiro per il rilancio della Città, che avrebbe bisogno, in questa fase storica, come primo e massimo impegno di chi amministra localmente (oltre che a livello regionale, nazionale ed europeo) della creazione di occasioni di lavoro per chi non ce l’ha o lo sta perdendo, per produrre ricchezza e capacità di consumo.

4. Una città turistica non è un modello che si improvvisa o si contrappone all’industria
Nel programma di Città Diversa è previsto di rilanciare Livorno come città turistica, perciò non abbiamo alcuna difficoltà a condividere tale scelta. Il disastro è che questa Amministrazione la vincola solo a una serie di lavori pubblici e viari che ingesseranno le casse comunali, ritenendo strumentalmente che tali opere attirino i turisti. E poi un modello turistico non si improvvisa e non produce lavoro subito e ricchezza per magia: ha necessità di formazione, mentalità, organizzazione di servizi e altro ancora. Non volendo questa Amministrazione intervenire nel frattempo a sostegno delle attività imprenditoriali, del reddito individuale e delle vecchie e nuove povertà, la Città sarà “morta” tra cessazione di attività, impoveriti, disoccupati e giovani in fuga.
Il turismo poi non si deve contrapporre, come fa questa Amministrazione, al rilancio industriale e portuale. Livorno non può essere ridotta a una città dei balocchi e la reindustrializzazione (non solo nelle aree dismesse) può essere innovativa, energeticamente compatibile con l’ambiente, integrata con i turismi (monumentali, culturali, sportivi, religiosi, …). Ma questa Amministrazione non ha mai prodotto, né in autonomia né in alleanza con altri, idee, progetti, ricerche, contatti con chi possa gestire tutto questo. Accettando acriticamente e con la logica del tirare a campare, in linea forse stranamente con il Piano Regionale di Sviluppo, l’impossibilità di invertire la tendenza della crisi industriale.

5. Dove trovare allora risorse per una Amministrazione dalla parte della gente?
Di fronte alle sofferenze della nostra gente è tollerabile che questa Amministrazione non voglia tagliarsi 2 milioni di euro di indennità-stipendi di Sindaco e Assessori?
Di fronte ai bisogni della Città è accettabile che voglia spendere milioni ad esempio per le riqualificazioni esterne ai Palazzi comunali?
Città Diversa ha gridato il suo No. Ha indicato una serie di progetti per attirare finanziamenti. E risorse disponibili subito per rispondere alla crisi reale della Città attraverso una rimodulazione delle voci di bilancio, una politica di agevolazioni per le attività economiche, di tagli e lotta agli sprechi (trasferte, incarichi, spese di propaganda) e l’utilizzo degli avanzi di amministrazione. Così potrebbero essere riversati 10-20 milioni di euro a sostegno di famiglie, disoccupati e poveri, per incentivi e defiscalizzazioni delle attività produttive, per la creazione di nuovi posti di lavoro.

6. Il futuro è ora!

Chi governa ha certamente tra le maggiori responsabilità per il presente.
Nella recente seduta del Consiglio comunale sull’atto più importante (il bilancio), Sindaco e Assessori al Bilancio e al’Urbanistica-Opere Pubbliche, tra disattenzioni e risate di qualche Assessore, hanno volutamente scelto il comportamento politicamente e psicologicamente tra i più offensivi se non fosse bambinesco: il mutismo assoluto per non replicare a domande e proposte dei rappresentanti dei Cittadini. Rispetto ai quali non hanno rispettato quasi nessuno degli impegni richiesti o presi e degli atti votati (crisi aziendali, bonifiche, impianti sportivi, Salviano, redistribuzione dei redditi, trasparenza della Giunta, politiche socio-sanitarie, urbanistiche, della mobilità e dei rifiuti condivise, …). Ma questi Amministratori neanche rispondono a quanto posto direttamente loro dai Cittadini, rispetto ai quali si rapportano con provetta loquacità solo perché li trattano unilateralmente e senza possibilità di contraddittorio, che nasconde non il voler fare, ma – in barba alla sbandierata “partecipazione” – la paura della gente, l’immobilismo o il fare e disfare senza controllo. Nonostante questi Amministratori, così simili a quelli che c’erano prima, appoggeremo, come direbbe Di Maio, quei provvedimenti che vengano dalla Giunta o dai Gruppi consiliari di qualsiasi Partito se utili alla Città così come continueremo a portare avanti le nostre proposte per far risorgere Livorno.

Quello che sta accadendo in città

Le inchieste di questi giorni stanno dando ragione alle nostre battaglie passate e future.
Noi siamo garantisti, non alimentiamo odii né vendette e fino a che non arrivano le condanne singoli e sigle partitiche di appartenenza dovrebbero scegliere di dimettersi secondo coscienza personale e politica.
Noi ci siamo chiamati Città Diversa perchè non basta che singoli e movimenti politici siano diversi, diversa deve essere anche la Città.
Poi non basta dire di essere diversi, lo si deve essere davvero!

Città Diversa