Livorno Città diversa

Riprendiamoci Livorno, diversamente dal solito

Ippodromo Caprilli

Riceviamo e pubblichiamo con rabbia:

PROVINCIA DI LIVORNO

COMUNICATO STAMPA
LA SLC CGIL CHIEDE AL COMUNE IMPEGNO PER RICOLLOCARE GLI 8 LAVORATORI DEL CAPRILLI

La Slc CGIL chiede all’Amministrazione Comunale di Livorno l’impegno di ricollocare gli 8 lavoratori dell’Ippodromo Caprilli, dopo il naufragio di ogni tentativo di riattivare l’impianto, che ormai sembra destinato all’abbandono.

Il 16 dicembre 2015, con l’arrivo delle lettere di licenziamento agli 8 dipendenti della Livorno Galoppo, la Slc aveva denunciato che il futuro dei Lavoratori e del Caprilli era appeso a un filo: “Oggi il filo si è spezzato” – esordisce Luongo, segretario generale della categoria – “avevamo voluto credere che, dopo l’estrema unzione, non arrivasse anche la morte delle attività al Caprilli, perché non era obbligatorio e perché speravamo in una soluzione che salvasse Impianto e Lavoro, gli 8 dipendenti e gli Operatori. Purtroppo oggi dobbiamo prendere atto che tutti gli allarmi che abbiamo lanciato nel corso del tempo erano fondati, benché poco ascoltati, e che le nostre previsioni non erano affatto campate in aria”.

Già il 19 novembre del 2015, durante una conferenza stampa, la Slc CGIL aveva sottolineato tre aspetti fondamentali della “Vertenza Caprilli”:

  1. Se non fosse stata avviata con urgenza una gestione efficace, il primo rischio era che le corse destinate a Livorno, come accaduto in passato, venissero accalappiate da altri Ippodromi.
  2. L’abbandono dell’Impianto e dell’Area, con conseguente chiusura alla fruizione dei cittadini e l’insorgere di rischi aggiuntivi per igiene e sicurezza, era dietro l’angolo.
  3. Si sarebbe allontanata la possibilità di recuperare l’occupazione oggi azzerata, che va anche oltre i dipendenti diretti della Livorno Galoppo: tale drammatica circostanza vale anche per gli operatori – allenatori, proprietari di scuderie, artieri, alcuni dei quali, non avendo altra possibilità, “vivono al Caprilli”.

La Slc, quindi, già diversi mesi fa aveva delineato un quadro che non si allontana molto da quello che poi è quello odierno, ma, nonostante tutto, Luongo continua a chiedere risposte per i lavoratori: “Nulla e nessuno però può impedirci di chiedere al Comune di Livorno se – e con quali modalità- si potrà cercare e trovare una collocazione ad otto livornesi, più volte licenziati – dice il segretario – ma colpevoli soltanto di aver speso lustri e decenni della loro vita lavorativa a far funzionare la Giostra dei Cavalli veri, a cui Livorno è storicamente affezionata”.

I lavoratori del Caprilli, infatti, sono ancora nelle Graduatorie di Mobilità, non certo scadute, delle Società Partecipate del Comune. “Gli stessi già dimenticati nelle procedure assunzionali all’AMPS” – conclude Luongo – “gli stessi per i quali, insieme a un altro migliaio abbondante di cittadini di Livorno, sta per scadere del tutto e definitivamente ogni forma di sostegno al reddito. La questione riguarda l’Istituzione e la Politica cittadina degna di questo nome: qualcuno se ne farà carico ??”

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