Livorno Città diversa

Riprendiamoci Livorno, diversamente dal solito

Posta dei Lettori

Riceviamo da un Cittadino e pubblichiamoposta_certificata_large

Commento del Sig. Toschi:

“SONO FUORI TEMA MA NON HO TROVATO L’ARTICOLO O MI E’ SFUGGITO

Il Tirreno 6 pag.III, 8 pag.I e13 pag XV. Ho scritto, unica cosa possibile per potermi esprimere, due volte al Tirreno. Talvolta, su certi argomenti, sembra che chi dovrebbe essere più interessato, perché espressioni del punto di vista dei cittadini (anche se pochi) non se ne accorga e perciò non ribatta sul tema trattato.

Ho espresso il mio pensiero sul giornale per quanto riguarda la cancellazione del permesso “carrozzina verde”, ma ciò sembra non abbia attirato l’attenzione e se si ignorano certe cose è che si concorda con l’azione del Comune?.

Ho cercato di comprendere le motivazioni alla base dell’annullamento di un beneficio per me necessario, ma ora considerato (per mancanza di coscienza o conoscenza?) come “privilegio” personale del quale ho approfittato per circa trenta anni, ai danni di chi?.

Ho appreso, non con facilità (ho scritto al Sindaco, più volte, ed all’Assessore competente usando le loro email ufficiali ma finora non ho avuto risposta nemmeno da parte delle loro segreterie per loro conto), perché la cosa è stata trattata in segretezza e ho saputo il fatto solo al momento della richiesta di rinnovo.

Mi domando perché non fosse ritenuta necessaria alcuna comunicazione o pubblicizzazione quando invece si sono trovati i soldi per mandare a tutte le altre categorie richieste scritte di “quaini”. Forse si levava posti ai residenti? Non credo perché potendo i medesimi avere molti permessi a famiglia si danneggiano a vicenda però, utile, pagano.

Ho appreso “il disciplinare” non prevede il permesso “carrozzina verde” (chi fa il disciplinare? su che base? ) e, dal Il Tirreno, (Assessore Vece) che tali vantaggi non esistono in altri Comuni, che gli aventi diritto sono pochi (se fossero tanti costituirebbero una categoria avente forza politica) e che la gestione è gravosa per l’Ufficio (sic!)

Miserina la motivazione. Così abbiamo conosciuto un nuovo tipo di barriera e quello che rappresentava uno dei pochi valori aggiunti, rispetto ad altre amministrazioni, con il suo annullamento, fa fare un altro passo indietro a Livorno; e non ne avrebbe bisogno. Con questo penso anche alle poche persone nelle mie condizioni.

Ringrazio comunque Sindaco e Assessore per la pazienza e la sensibilità dimostrata della quale terrò conto per future necessità e mi scuso perché a quanto pare dalla mancanza di dibattito privato e soprattutto politico sono io in errore.”

Il ponte sul Rio Maggiore e la bretella di Salviano

Per chi si fosse perso la nostra proposta di ponte mobile

8 Ottobre

La conferenza stampa di Città Diversa aveva ed ha lo scopo di riattivare l’attenzione sul caso viabilità, contribuendo a risolvere i problemi attualmente insostenibili dell’attuale traffico veicolare nelle strade di Salviano, snellendolo ed evitando gli ingorghi e i frequenti incidenti,  per collegare Borgo di Magrignano con il resto della città senza rimandare la realizzazione della bretella stradale Via dei Pelaghi –Via Impastato al 2017 e forse oltre.

Il testo del Ministero delle Infrastrutture Trasporti Ispettorato per la Circolazione e la Sicurezza delle Strade norma in 3,50 metri la larghezza minima delle corsie, intesa come distanza tra gli assi delle striscie. Il nostro progetto – di massima ma ben ponderato – di realizzare un ponte prefabbricato in acciaio, con due corsie veicolari di larghezza di 7,30 metri oltre ad una corsia promiscua ciclabile e pedonabile di metri 2,00 separata e protetta, non solo risponde a corretti parametri tecnici, ma ha la particolarità di poter essere realizzato con minori costi (la locazione non va sommata all’eventuale acquisto) e in tempi brevi (esperienze precedenti hanno dimostrato che detto ponte può essere acquistato e messo in opera in meno di due mesi). Inoltre, viste le difficoltà del soggetto attuatore, qualora si rendesse indispensabile – come pensiamo – l’intervento del Comune di Livorno per realizzare quanto era stato previsto nel progetto urbanistico di Borgo di Magrignano, il contenimento dei costi faciliterebbe la possibilità di reperire le risorse per intervenire rapidamente.

In merito alla qualità della struttura prefabbricata e del manto stradale, alla sua stabilità e durabilità nel tempo, non risulta assolutamente minore rispetto a un ponte costruito in cemento armato. Questa tipologia di ponti è ampiamente usata nel mondo e in Italia (li percorriamo negli attraversamenti delle nostre superstrade) e garantita da tutte le certificazioni nazionali ed europee.

D’altra parte la realizzazione del ponte sul Rio Maggiore non è solo una necessità rionale, ma cittadina, in quanto indispensabile anche al collegamento viario con la Motorizzazione Civile (da e verso la quale transitano veicoli pesanti) e con il nuovo Distretto Socio-Sanitario del Nuovo Centro, in cui confluiscono i cittadini residenti anche del Centro Città.

L’attuale Amministrazione non ha la responsabilità del passato, ma oggi i nostri concittadini si aspettano non polemiche dannose, viceversa concretezza e coraggio nel fare scelte utili per i quartieri e, in merito al ponte sul Rio Maggiore, la realizzazione di quanto promesso. Città Diversa da sempre e non solo in campagna elettorale si è resa disponibile a presentare o appoggiare proposte e progetti che consentano di realizzare detto ponte e altre opere necessarie nei tempi più brevi possibili.

Ecco perché nella nostra conferenza abbiamo previsto che il Sindaco possa e debba intervenire con meccanismi di urgenza. Ecco perché nella stessa conferenza abbiamo ipotizzato che l’Amministrazione Comunale, se lo ritenesse opportuno e necessario, potrebbe formulare una richiesta circostanziata al Genio militare per realizzare l’opera con costi irrisori.

Se poi vi sono altre soluzioni altrettanto fattibili, convenienti e veloci ben vengano.

Alberto Pacini
CITTA’ DIVERSA

Un’Amministrazione comunale stravagante e spregiudicata

Ancora una volta l’Amministrazione Comunale ha perso ulteriori occasioni per essere migliore e diversa rispetto al passato.

Primo. Le nomine in ASA sono state fatte – al di là del merito della battaglia del gas e dei nominativi – con spregiudicatezza, senza alcuna preventiva comunicazione al Consiglio comunale, come richiesto dalla delibera approvata all’inizio del mandato amministrativo rispetto alle
Aziende partecipate e controllate.

Secondo. Mentre spesso non vengono rispettati gli impegni elettorali (vedi gli orti urbani) e del programma di mandato (vedi il non stop alla
cementificazione e al proliferare di medio-grandi centri commerciali con conseguente morte delle attività cittadine), continuiamo ad apprendere sulla stampa o da voci di corridoio stravaganti piani urbanistici o sulla mobilità non previsti da quegli impegni e programmi né mai discussi nelle sedi competenti. Da ultimo, la funivia dalla stazione al porto! Non sarebbe il caso di interessarsi un po’ di più di recupero dei quartieri anche per dare maggiore vivibilità ai residenti e lavoro nell’edilizia??

Terzo. Intanto appare la realtà di tutti i giorni: la strategia del fare amministrativo a pezzi e bocconi e del mettere i Livornesi di fronte al
fatto compiuto: da ultimo nuove, sperimentali, insopportabili rotatorie qua e là per la Città.

Forse l’Amministrazione lo ritiene un metodo utile. Noi non lo crediamo né lo condividiamo.

Va bene la fantasia al potere, ma troppa fantasia insieme alla spregiudicatezza sono micidiali.

La Redazione

UNA FUNIVIA A LIVORNO?

Apprendiamo dalla cronaca de IL TIRRENO che il valente assessore Vece ha assegnato (con i nostri soldi) uno studio di pre-fattibilità per un impianto di funivia urbana per collegare inizialmente la stazione ferroviaria di Livorno con il porto mediceo.

Sbalorditi dalla novità, ci inchiniamo reverenti a tanto geniale intuito. Veramente l’uovo di Colombo. Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Con soli 6/8 (sei/otto) milioni di euro, Livorno potrebbe avere un impianto dalla eccezionale capacità di trasporto di 4.000 persone all’ora.

Inoltre – ci assicura l’assessore – potrebbe essere costruito in soli 18 mesi, arrecando disagi minimi al traffico locale, perché basterebbe impiantare un pilone ogni 25 metri. Non dice quanto dovrebbe essere alto, ma immaginiamo che con una altezza di circa otto metri e cinque di diametro ridisegnerebbero la via Grande. Trattandosi di impianto dedicato al trasporto locale urbano lungo un percorso di circa 2,6 km intensamente trafficato, certamente non effettuerà soltanto servizio di estremità, che sarebbe invece utilissimo nel caso attraccasse una nave da crociera ogni ora, cosicché i croceristi potrebbero essere trasportati immediatamente al treno senza inutili visite della Città che non ha bisogno di aprirsi al turismo.

Quindi lo studio di pre-fattibilità ci dirà come gli utenti livornesi dalle 12 aree di fermata lungo il percorso accederanno e discenderanno alle cabine sospese. Per la discesa pensiamo non dovrebbero sussistere grossi problemi, tenuto conto che la gravità aiuta molto. Siamo più preoccupati della salita, tenuto conto che la gravità in questo verso lavora contro. Che cosa suggerirà lo studio? Scale fisse o scale mobili? E per le persone a ridotta mobilità si penserà ad opportuni ascensori? I costi a questo punto saranno contenuti in quelli preventivati o per risparmiare si ricorrerà all’espediente di una fermata sì e una no?

Avanti tutta! Alla fiera di chi la spara più grossa c’é posto per tutti. Povera Livorno, che nel frattempo declina sempre più giù.

Per il Direttivo Città Diversa

“FUNIVIA A LIVORNO?” LE REAZIONI DEI LETTORI

Sarà anche solo un’idea quella dell’assessore Vece, ma intorno a quell’idea il nostro assessore ha rilasciato una lunga intervista a IL FATTO QUOTIDIANO, facendo ridere l’Italia intera.

Sono libertà che non si può permettere chi rappresenta un’Istituzione. L’impressione è che raccontino sogni per distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi della Città che non sanno come risolvere. D’accordo, è assessore da due mesi soltanto e non può fare miracoli… però l’inizio non è tra i più promettenti.

Paolo