Livorno Città diversa

Riprendiamoci Livorno, diversamente dal solito

Incidente ferroviario in Puglia

CORDOGLIO PER LE VITTIME E I LORO PARENTI DEL DISASTRO FERROVIARIO NELLA TRATTA CORATO-ANDRIA

Ho scritto per esprimere vicinanza e condoglianze a nome mio e di Città Diversa alle Comunità di Andria, Corato ed altre per il gravissimo incidente ferroviario pugliese.
La morte e la sofferenza di tanti uomini e donne, giovani e meno giovani, e delle loro famiglie mi ha profondamente colpito, certo come tante altre gravi tragedie, ma con in più una partecipazione che mi deriva dall’essere nato a Livorno da madre piemontese e da padre pugliese, proprio originario di quelle zone. Nella tragedia mi ha fatto piacere che uno dei dottori che ha coordinato in modo egregio i soccorsi ospedalieri, come ha detto un telegiornale, sia tal dottor Cannito così come la gara di solidarietà di tanti cittadini.

Marco Cannito e membri Città Diversa

Ippodromo Caprilli

Riceviamo e pubblichiamo con rabbia:

PROVINCIA DI LIVORNO

COMUNICATO STAMPA
LA SLC CGIL CHIEDE AL COMUNE IMPEGNO PER RICOLLOCARE GLI 8 LAVORATORI DEL CAPRILLI

La Slc CGIL chiede all’Amministrazione Comunale di Livorno l’impegno di ricollocare gli 8 lavoratori dell’Ippodromo Caprilli, dopo il naufragio di ogni tentativo di riattivare l’impianto, che ormai sembra destinato all’abbandono.

Il 16 dicembre 2015, con l’arrivo delle lettere di licenziamento agli 8 dipendenti della Livorno Galoppo, la Slc aveva denunciato che il futuro dei Lavoratori e del Caprilli era appeso a un filo: “Oggi il filo si è spezzato” – esordisce Luongo, segretario generale della categoria – “avevamo voluto credere che, dopo l’estrema unzione, non arrivasse anche la morte delle attività al Caprilli, perché non era obbligatorio e perché speravamo in una soluzione che salvasse Impianto e Lavoro, gli 8 dipendenti e gli Operatori. Purtroppo oggi dobbiamo prendere atto che tutti gli allarmi che abbiamo lanciato nel corso del tempo erano fondati, benché poco ascoltati, e che le nostre previsioni non erano affatto campate in aria”.

Già il 19 novembre del 2015, durante una conferenza stampa, la Slc CGIL aveva sottolineato tre aspetti fondamentali della “Vertenza Caprilli”:

  1. Se non fosse stata avviata con urgenza una gestione efficace, il primo rischio era che le corse destinate a Livorno, come accaduto in passato, venissero accalappiate da altri Ippodromi.
  2. L’abbandono dell’Impianto e dell’Area, con conseguente chiusura alla fruizione dei cittadini e l’insorgere di rischi aggiuntivi per igiene e sicurezza, era dietro l’angolo.
  3. Si sarebbe allontanata la possibilità di recuperare l’occupazione oggi azzerata, che va anche oltre i dipendenti diretti della Livorno Galoppo: tale drammatica circostanza vale anche per gli operatori – allenatori, proprietari di scuderie, artieri, alcuni dei quali, non avendo altra possibilità, “vivono al Caprilli”.

La Slc, quindi, già diversi mesi fa aveva delineato un quadro che non si allontana molto da quello che poi è quello odierno, ma, nonostante tutto, Luongo continua a chiedere risposte per i lavoratori: “Nulla e nessuno però può impedirci di chiedere al Comune di Livorno se – e con quali modalità- si potrà cercare e trovare una collocazione ad otto livornesi, più volte licenziati – dice il segretario – ma colpevoli soltanto di aver speso lustri e decenni della loro vita lavorativa a far funzionare la Giostra dei Cavalli veri, a cui Livorno è storicamente affezionata”.

I lavoratori del Caprilli, infatti, sono ancora nelle Graduatorie di Mobilità, non certo scadute, delle Società Partecipate del Comune. “Gli stessi già dimenticati nelle procedure assunzionali all’AMPS” – conclude Luongo – “gli stessi per i quali, insieme a un altro migliaio abbondante di cittadini di Livorno, sta per scadere del tutto e definitivamente ogni forma di sostegno al reddito. La questione riguarda l’Istituzione e la Politica cittadina degna di questo nome: qualcuno se ne farà carico ??”

Il ponte sul Rio Maggiore e la bretella di Salviano

Per chi si fosse perso la nostra proposta di ponte mobile

8 Ottobre

La conferenza stampa di Città Diversa aveva ed ha lo scopo di riattivare l’attenzione sul caso viabilità, contribuendo a risolvere i problemi attualmente insostenibili dell’attuale traffico veicolare nelle strade di Salviano, snellendolo ed evitando gli ingorghi e i frequenti incidenti,  per collegare Borgo di Magrignano con il resto della città senza rimandare la realizzazione della bretella stradale Via dei Pelaghi –Via Impastato al 2017 e forse oltre.

Il testo del Ministero delle Infrastrutture Trasporti Ispettorato per la Circolazione e la Sicurezza delle Strade norma in 3,50 metri la larghezza minima delle corsie, intesa come distanza tra gli assi delle striscie. Il nostro progetto – di massima ma ben ponderato – di realizzare un ponte prefabbricato in acciaio, con due corsie veicolari di larghezza di 7,30 metri oltre ad una corsia promiscua ciclabile e pedonabile di metri 2,00 separata e protetta, non solo risponde a corretti parametri tecnici, ma ha la particolarità di poter essere realizzato con minori costi (la locazione non va sommata all’eventuale acquisto) e in tempi brevi (esperienze precedenti hanno dimostrato che detto ponte può essere acquistato e messo in opera in meno di due mesi). Inoltre, viste le difficoltà del soggetto attuatore, qualora si rendesse indispensabile – come pensiamo – l’intervento del Comune di Livorno per realizzare quanto era stato previsto nel progetto urbanistico di Borgo di Magrignano, il contenimento dei costi faciliterebbe la possibilità di reperire le risorse per intervenire rapidamente.

In merito alla qualità della struttura prefabbricata e del manto stradale, alla sua stabilità e durabilità nel tempo, non risulta assolutamente minore rispetto a un ponte costruito in cemento armato. Questa tipologia di ponti è ampiamente usata nel mondo e in Italia (li percorriamo negli attraversamenti delle nostre superstrade) e garantita da tutte le certificazioni nazionali ed europee.

D’altra parte la realizzazione del ponte sul Rio Maggiore non è solo una necessità rionale, ma cittadina, in quanto indispensabile anche al collegamento viario con la Motorizzazione Civile (da e verso la quale transitano veicoli pesanti) e con il nuovo Distretto Socio-Sanitario del Nuovo Centro, in cui confluiscono i cittadini residenti anche del Centro Città.

L’attuale Amministrazione non ha la responsabilità del passato, ma oggi i nostri concittadini si aspettano non polemiche dannose, viceversa concretezza e coraggio nel fare scelte utili per i quartieri e, in merito al ponte sul Rio Maggiore, la realizzazione di quanto promesso. Città Diversa da sempre e non solo in campagna elettorale si è resa disponibile a presentare o appoggiare proposte e progetti che consentano di realizzare detto ponte e altre opere necessarie nei tempi più brevi possibili.

Ecco perché nella nostra conferenza abbiamo previsto che il Sindaco possa e debba intervenire con meccanismi di urgenza. Ecco perché nella stessa conferenza abbiamo ipotizzato che l’Amministrazione Comunale, se lo ritenesse opportuno e necessario, potrebbe formulare una richiesta circostanziata al Genio militare per realizzare l’opera con costi irrisori.

Se poi vi sono altre soluzioni altrettanto fattibili, convenienti e veloci ben vengano.

Alberto Pacini
CITTA’ DIVERSA

Ponte mobile a Salviano

CONSIGLIO COMUNALE – MERCOLEDI’ 6 LUGLIO POMERIGGIO

MOZIONE CITTA’ DIVERSA DEL CAPOGRUPPO MARCO CANNITO PER LA REALE E CELERE COSTRUZIONE DEL PONTE A SALVIANO

Staff Città Diversa

Un’Amministrazione comunale stravagante e spregiudicata

Ancora una volta l’Amministrazione Comunale ha perso ulteriori occasioni per essere migliore e diversa rispetto al passato.

Primo. Le nomine in ASA sono state fatte – al di là del merito della battaglia del gas e dei nominativi – con spregiudicatezza, senza alcuna preventiva comunicazione al Consiglio comunale, come richiesto dalla delibera approvata all’inizio del mandato amministrativo rispetto alle
Aziende partecipate e controllate.

Secondo. Mentre spesso non vengono rispettati gli impegni elettorali (vedi gli orti urbani) e del programma di mandato (vedi il non stop alla
cementificazione e al proliferare di medio-grandi centri commerciali con conseguente morte delle attività cittadine), continuiamo ad apprendere sulla stampa o da voci di corridoio stravaganti piani urbanistici o sulla mobilità non previsti da quegli impegni e programmi né mai discussi nelle sedi competenti. Da ultimo, la funivia dalla stazione al porto! Non sarebbe il caso di interessarsi un po’ di più di recupero dei quartieri anche per dare maggiore vivibilità ai residenti e lavoro nell’edilizia??

Terzo. Intanto appare la realtà di tutti i giorni: la strategia del fare amministrativo a pezzi e bocconi e del mettere i Livornesi di fronte al
fatto compiuto: da ultimo nuove, sperimentali, insopportabili rotatorie qua e là per la Città.

Forse l’Amministrazione lo ritiene un metodo utile. Noi non lo crediamo né lo condividiamo.

Va bene la fantasia al potere, ma troppa fantasia insieme alla spregiudicatezza sono micidiali.

La Redazione